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	<title>Diritto fallimentare &#8211; Sandulli</title>
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		<title>Il concordato c.d. &#8220;misto&#8221; non è una terza forma di concordato ma una particolare ipotesi di concordato in continuità.</title>
		<link>https://www.sandulliassociati.it/news/concordato-misto-cosa-dice-la-corte-di-cassazione/</link>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 14:03:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diritto fallimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[Corte di Cassazione, ordinanza n. 734 del 15 gennaio 2020]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La definizione di concordato &#8220;misto&#8221;, inteso come tale quel concordato che prevede la prosecuzione dell&#8217;attività aziendale mediante l&#8217;utilizzazione di una parte soltanto dell&#8217;attivo, con previsione di una liquidazione atomistica dell&#8217;altra parte, non ha fondamento normativo, in quanto quella così definita è una delle ipotesi di concordato con continuità espressamente previste dalla L. Fall., art. 186-bis, caratterizzata, come le altre, dalla circostanza della prosecuzione dell&#8217;attività d&#8217;impresa; ciò in quanto il contesto normativo attuale non consente di ipotizzare un novero di possibili forme di concordato (liquidatorio, in continuità, misto con prevalenza dell&#8217;una o dell&#8217;altra componente) ma individua, più semplicemente, un istituto di carattere generale, regolato dalla L. Fall., artt. 160 e ss., e una ipotesi speciale rispetto ad esso, prevista dalla L. Fall., art. 186-bis. Il che non lascia spazio a equivoci di sorta in merito al fatto che il concordato tradizionalmente definito come misto sia, nelle intenzioni del legislatore, un concordato in continuità che prevede la dismissione di beni.</p>
<p>Cassazione Civile, 15 gennaio 2020, n. 734</p>
<p><a href="https://www.unijuris.it/node/5016" target="_blank" rel="noopener">https://www.unijuris.it/node/5016</a></p>
<p><a href="http://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/23103" target="_blank" rel="noopener">http://mobile.ilcaso.it/sentenze/ultime/23103</a></p>
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